Fotografia

PORTE

RESTI

“Porte” è un progetto di documentazione fotografica che ha inizio nel Novembre 2012 nelle strade di Atene; partendo da “Metaxourgio”, quartiere della città ricco di edifici abbandonati apparentemente inaccessibili, il progetto si sviluppa nel corso del tempo dentro e fuori Atene con l’intento di fotografare ciò che di questi palazzi, case, negozi appare a prima vista: porte serrate, dipinte, sporche, murate, intrappolate dentro lucchetti che ne celano i contenuti. “Resti” è un’esposizione di 35 fotografie aventi come soggetto dettagli di vecchi manifesti strappati.
Scopo del lavoro è documentare il passare del tempo: strappi, buchi e sovrapposizioni grafiche sono il risultato di un processo capace di distruggere e creare nuovi significati allo stesso tempo.

STRADE

SCARPE

“Strade” rappresenta un percorso di documentazione fotografica di particolari eterogenei che attirano la mia attenzione durante l’esplorazione delle città che attraverso. Dettagli di muri, fotografie di superfici decorate da materiali contrastanti, vernici mischiate al cemento, immagini indefinite che lasciano spazio all’immaginazione. “Scarpe” è un ragionamento visuale circa il rapporto esistente tra il concetto di presenza e quello di assenza; sviluppato sulla spiaggia di Antirrio, piccola cittadina alle porte del Pelopponeso (Grecia), questo percorso fotografico mostra una serie di vecchie scarpe spaiate ritrovate lungo il bagnasciuga. Testimonianze dell’antica presenza di uomini, donne e bambini, questi semplici oggetti ripropongono oggi l’assenza di questi stessi essere umani instaurando così un legame tra ciò che era e ciò che ancora è.

PERAMA. SCATTI OLTRE IL PIREO.

Massilia

Pèrama è un quartiere del Pirèo in cui ha sede il porto commerciale di Atene. Navi in disuso, in attesa di essere sistemate, in corso di riparazione. Navi appena rientrate e già pronte per ripartire. Un enorme cantiere navale in cui un’apparente immobilità accompagna il lavoro quotidiano degli operai. Marsiglia mi ricorda Atene. Non per il mare, per la presenza del porto, del traffico o per il vento. Marsiglia mi ricorda Atene perché è una città segnata dalla presenza delle\dei sue\suoi abitanti, in cui l’eterogeneità dei messaggi espressi nella dimensione pubblica è un dato visibile difficile da ignorare. Le superfici dei suoi muri, le serrande abbassate, le insegne dei negozi riportano dei messaggi che guidano la comprensione di ciò che accade o è accaduto. Passo dopo passo, la città non è più solo un incrocio di voci e di vie ma uno spazio che a che vedere con l’intimo.
Marsiglia mi ricorda Atene perché è accogliente, vissuta, conflittuale, gentrificata e libertaria.
Una città che non tace e che, nonostante tutto, ancora si ribella al lustro ipocrite imposto dal suo essere stata “Capitale Europea della Cultura” nel 2013.
Con questa selezione di scatti voglio riportare parte di quel “discorso muto” che ho sentito scorrere, per me essenziale per intravedere le identità che l’attraversano.